Smart working e lavoro dipendente

L’Agenzia delle Entrate risponde ai quesiti sul rimborso delle spese sostenute dai lavoratori dipendenti per ragioni lavorative presso la propria abitazione e alla possibilità di applicare le retribuzioni convenzionali al caso di un lavoratore dipendente residente fiscalmente in Italia, distaccato in un Paese estero ma rientrato in Italia a seguito dell’emergenza sanitaria.Lavoratori dipendenti in “smart working” – rimborsi delle spese sostenute presso la propria abitazione – TRE CASI
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello del 30.4.2021 n. 314, ha chiarito che le somme erogate ai lavoratori dipendenti in “smart working” a titolo di rimborso delle spese sostenute per ra­gioni lavorative presso la propria abitazione (es. energia elettrica per l’utilizzo di un computer e di una lampada, acqua e materiali di consumo), devono essere escluse da imposizione in quanto non costituiscono reddito di lavoro dipendente.

Ai sensi dell’art. 51 co. 1 del TUIR, in linea generale, tutte le somme che il datore di lavoro corrisponde al lavoratore, anche a titolo di rimborso spese, costituiscono per quest’ul­timo reddito di lavoro dipendente; tuttavia:
possono essere esclusi da imposizione i rimborsi di spese di competenza del datore di lavoro anticipate dal dipendente (C.M. 23.12.97 n. 326);
non concorrono alla formazione della base imponibile le somme che non co­sti­tuiscono un arricchimento per il lavoratore, effettuate per un esclusivo interesse del datore di lavoro, sulla base di elementi oggettivi e documentabili (cfr. ris. Agenzia delle Entrate 9.9.2003 n. 178, 7.12.2007 n. 357 e 20.6.2017 n. 74).

Nel caso esaminato, il criterio utilizzato dalla società istante per determinare il rimborso è parametrato sui costi da essa risparmiati (e sostenuti dal dipendente). Il rimborso deve dunque consi­de­rarsi riferibile a consumi sostenuti nell’interesse esclusivo del datore di lavoro.

Quindi, al fine di non far concorrere il rimborso spese alla determinazione del reddito di lavoro dipendente è necessario adottare un criterio analitico che permetta di deter­mi­na­re, per ciascuna tipologia di spesa (es. energia elettrica, connessione ad Internet, ecc.), la quota di costi risparmiati dalla società datore di lavoro e che, invece, sono stati so­stenuti dal dipendente.

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