Dal 2022 obbligo di adeguamento dei documenti contrattuali per il settore E-commerce

Il boom del digitale, che ha contraddistinto lo scenario globale negli ultimi anni, ha reso necessaria sul piano europeo una più puntuale regolamentazione del settore.

A tale scopo, nel maggio 2019, il legislatore europeo ha emanato, tra le altre, la Direttiva (UE) 2019/770 che ha introdotto nuove norme in materia di contratti di fornitura di contenuto digitale e di servizi digitali conclusi tra consumatore e professionista, e la Direttiva (UE) 2019/771 che modifica un assetto normativo già esistente, disciplinando in maniera più specifica alcuni aspetti relativi ai contratti di vendita di beni e mirando a contemperare un elevato livello di protezione dei consumatori con la promozione della competitività delle piccole e medie imprese.
Tali direttive troveranno applicazione negli Stati membri a partire dal prossimo gennaio 2022.
Attualmente, in Italia, l’iter di recepimento non è ancora stato completato. Tuttavia, lo scorso 29 luglio, il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare i relativi decreti legislativi di attuazione.
In particolare, il primo provvedimento introduce nuove disposizioni al d. lgs. n. 206 del 2005 (“Codice del Consumo”), al fine di adeguare la normativa italiana alla Direttiva 2019/770, la quale, oltre a introdurre una distinzione tra (i) «contenuti digitali» (ad esempio, programmi informatici, applicazioni, file video, e così via), (ii) «servizi digitali» (ad esempio, cloud computing); (iii) «beni con elementi digitali» (ad esempio, smartphone dotato di un’applicazione standard preinstallata), disciplina determinati aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale e di servizi digitali fra i quali la conformità del bene al contratto, i rimedi in caso di difetti di conformità o di mancata fornitura, nonché la modifica del contenuto o del servizio digitale.
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